MOSTRA di IGORT: inaugura martedì 8 alla Triennale di Milano

Grande serata l’8 maggio alla Triennale di Milano. Alle 18.30 inaugura la mostra dedicata a Igort che, con il linguaggio del fumetto, racconta le storie, i personaggi e gli eventi drammatici dell’ex Unione Sovietica.
A seguire la grande festa del Camparitivo in Triennale segna l’apertura della stagione del bar all’aperto.

La Triennale di Milano presenta  Igort – Pagine Nomadi

Un genere, quello del graphic novel di tipo giornalistico, che sviluppa le potenzialità del fumetto portandolo fuori dallo studio dell’autore, “en plein air”, per così dire, per incontrare la vita e le storie vere. Testomianze raccolte nel giro di due anni nei paesi dell’ex impero sovietico. Igort, con il suo lavoro recente, Quaderni Russi e Quaderni Ucraini, le cui pagine sono in mostra, prosegue idealmente le traiettorie del “fumetto d’autore”, di cui è stato un artefice fin dagli anni Ottanta, coniugando nel suo lavoro stili espressivi e direzioni di linguaggi altri come cinema, pittura e letteratura.

Così i Quaderni Russi e i Quaderni Ucraini raccolgono e restituiscono, attraverso il linguaggio del fumetto, la vita di tutti i giorni delle persone che Igort ha incontrato a cavallo tra il 2008 e il 2009, 20 anni dopo la caduta del muro. Attraverso le loro storie, il dolore degli eventi drammatici dell’ex-Urss, che diventano immagini originali di un importante e poco conosciuto capitolo di storia contemporanea.

In concomitanza con la mostra il libro Igort – Pagine Nomadi. Storie non ufficiali dell’ex Unione Sovietica, edito da Coconino Press – Fandango (176 pagine a colori, in libreria a maggio).

Mostre in corso in Triennale:

Progetto Triennale Design Museum
Direzione Silvana Annicchiarico
Curatore Mario Piazza

Triennale Design Museum presenta Lettere con carattere: senza con/ senso. Da Kensington Garden London un progetto di ricerca di Bruno Morello, a cura di Mario Piazza, costituito da 118 opere grafiche, che trattano in maniera originale il tema del riuso e del riciclo, sviluppano una riflessione sull’essenza del linguaggio come “gioco comunicativo” e aiutano a guardare con occhi nuovi la realtà quotidiana che ci circonda.

Le “lettere morte” recuperate da Bruno Morello sono lettere dimenticate e usurate dal tempo, che, in origine costruivano e comunicavano un messaggio di carattere sociale o commerciale (come per esempio vecchie insegne o cartelli con scritte adesive).

Grazie all’intervento del graphic designer queste “lettere morte” vengono sottratte al processo di decadimento, riprendono vita e veicolano nuovi messaggi.

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